'68 della Chiesa

«Il Concilio Vaticano II è stata la nostra rivoluzione, il Sessantotto della Chiesa.» Cardinal Suenens

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Dissacrazioni al tempo del coronavirus presso la Parrocchia Beata Maria Vergine della Misericordia - Diocesi di Fabriano Matelica

Il coronavirus sta dando vita a delle polarizzazioni sempre più evidenti all'interno della Chiesa Cattolica, se da una parte si stanno accentuando il rigore, la sana dottrina, il desiderio di Dio e dei Sacramenti, e si interpreta finalmente la pestilenza come un castigo permesso dal Buon Dio per rimetterci sulla retta via, dall'altro è purtroppo divenuta anche un pretesto per il modernismo per reinventare sempre più velocemente e sfacciatamente una nuova religione, commettendo anche dissacrazioni e sacrilegi.

Umberto Rotili, "Artistic Directors" come da egli stesso dichiarato sulla propria pagina social, sarebbe anche un prete della Chiesa Cattolica, in particolare parroco della Parrocchia della Beata Maria Vergine della Misericordia di Fabriano, la più popolosa della città in provincia di Ancona, nelle Marche. Ci spiace dover purtroppo criticare apertamente un sacerdote, ma purtroppo, visto il degenerante e repentino evolversi degli attacchi interni alla Chiesa Cattolica che ci stanno privando della Dottrina, dei Sacramenti, dei sacerdoti ed anche di quel minimo di decoro che si addice all'interno di una tavola calda, non possiamo proprio astenerci dal farlo. Dinanzi a quanto abbiamo avuto il dispiacere di vedere con i nostri occhi e udire con le nostre orecchie non possiamo che levare un doloroso e forte grido, che si addice a coloro che non hanno paura di combattere la buona battaglia contro nemici che sono anche amati fratelli: "tacere non possum!" 

All'inizio del video sembrerebbe di avere a che fare con un ragazzo, un po' raffinato, maleducato, irrispettoso e dissacrante che, nella Casa del Signore, seduto sullo schienale di una panca, tiene le sue scarpe sudicie su un'altra panca. Poi quando inizia a parlare ci si rende purtroppo anche conto che abbiamo a che fare con un prete. Premesso che anche i bambini sanno che non si mettono i piedi dove ci si siede, tanto più con le scarpe, è del tutto evidente che tale gesto compiuto da un ministro del culto, mentre volta la groppa al Santissimo e tiene il proprio fondoschiena sullo schienale di una panca, è stato pensato proprio per dissacrare la Casa del Signore ed attirare l'attenzione su se stesso, il prete moderno e modernista, diverso dal prete cattolico, che attira i giovani ed il popolino verso la perdizione. Non avevo mai visto una persona seduta in questo modo in chiesa, se l'avessi vista l'avrei immediatamente scaraventata a terra! Mai avrei pensato che un sacerdote avrebbe potuto rompere questo "tabù", per liberarci della "patina del moralismo" (ipse dixit) mentre scoraggia le persone dall'osservare il Terzo Comadamento.

Ma purtroppo c'è anche un altro video nel quale don Umberto Rotili ci spiega che l'acqua santa in chiesa è stata sostituita da dei dispenser per disinfettarsi le mani, e che un ulteriore dispenser è disponibile vicino all'altare. Poi ci mostra un tavolo al centro della chiesa sul quale sono disponibili salviette e confezioni di disinfettanti professionali e di disinfettante GD90, con a fianco un bel cestino per la raccolta differenziata, in modo che ognuno possa igienizzare la propria postazione. Inoltre ci spiega che l'Eucarestia sarà consegnata, con una pinzetta eucaristica, obbligatoriamente in modo dissacrante sui guanti in lattice dei fedeli (cattolicamente sulla lingua mai), che pertanto verrà anche a contatto con il disinfettante e la sporcizia che i fedeli hanno toccato. Tale misura oltre ad andare contro la nostra vita spirituale, va anche contro le basilari norme igieniche, poiché tutto quanto sarà toccato con i guanti rimarrà su di essi e andrà anche a contatto con l'ostia consacrata (Nostro Signore abbi pietà di noi!), che sarà poi ingerita.

 

Sulla pagina social del sacerdote si può anche osservare un' immagine che sintetizza il nuovo e sfacciato cammino intrapreso dalla religione del modernismo, verso la religione arcobaleno universale, che ha occupato le chiese cattoliche con il placet dei nostri vescovi. Inoltre da non perdere gli interventi sul canale youtube del presbitero, nel primo casualmente aperto ci spiega ad esempio, vestito da giocatore di basket e con collarino rigorosamente slacciato, di non essere un "messarolo", che bisogna cambiare continuamente tutto e se dopo un anno le cose non vanno allora si ricambiano, oltre al fatto che una fede già vista è morta.

 

9 maggio 2020, Gino Lanfranchi

 

 

 

Il clero chiede al Vescovo di attivarsi affinché le tabaccherie non siano più importanti della Santa Messa - Diocesi di Brescia

Il clero chiede al Vescovo di attivarsi affinché le tabaccherie non siano più importanti della Santa Messa - Diocesi di Brescia

A S. E. Rev.ma

Monsignor Pierantonio Tremolada

Vescovo di Brescia

 

 

Oggetto:  la vita liturgica durante l'emergenza per covid-19

 

Eccellenza rev.ma,

       noi parroci [e rettori di Case di vita consacrata] nel centro storico di Brescia, ci rivolgiamo alla Sua sollecitudine per il gregge a Lei affidato dalla Divina Provvidenza, per manifestarle la nostra grave preoccupazione.

Ormai da quasi due mesi, per disposizioni sia delle Conferenze episcopali nazionale e regionale, sia per decisione dell'Ordinario del luogo, non è permesso celebrare l'eucaristia con il popolo. Tale decisione, è stata assunta dall'autorità ecclesiastica ancor prima che un Decreto del presidente del consiglio imponesse eguale limitazione, mentre al contempo si continuava a consentire l'apertura a ristoranti, bar ed altre attività che comportavano forte assembramento di cittadini (si pensi ai numerosi assalti ai supermarket) senza stabilire alcuna norma di contingentamento delle presenze, con evidente discriminazione nei confronti dell'attività di culto. 

Sin da subito, il divieto di celebrazione dell'eucaristia con il popolo è stato generalizzato, senza distinguere fra celebrazioni con numeroso concorso di popolo e celebrazioni con minimo concorso (si pensi alle s. messe feriali, che nel centro storico di Brescia vedono la partecipazione di un numero esiguo di persone, distribuite nei grandi spazi delle nostre chiese). 

Nel susseguirsi di Decreti della presidenza del Consiglio, si è giunti al paradosso che è autorizzato a uscire di casa chi voglia acquistarsi le sigarette o passeggiare l'animale domestico, ma non chi voglia recarsi in chiesa a pregare, con altra evidente discriminazione. Mai si è pensato a proporre la possibilità di celebrazioni con partecipazione contingentata, permettendo ad un numero di persone congruo al fine di mantenere il distanziamento sociale e proteggersi dal contagio, di partecipare all'eucaristia. 

Le chiese, per grazia di Dio, sono state mantenute aperte. Ciò comporta il paradosso che, a tutt'oggi, se tre-cinque persone si trovano in una chiesa aperta perché vi sono giunte ciascuna per la propria preghiera personale, possono rimanere in chiesa. Ma se si inizia la celebrazione della santa messa, le medesime persone, con il medesimo distanziamento reciproco e munite dei medesimi dispositivi di protezione di cinque minuti prima, non possono rimanere alla celebrazione: la chiesa viene chiusa e si celebra senza popolo.

Noi sacerdoti abbiamo vissuto col cuore greve nell'obbedienza alle disposizioni e ciò ha comportato che persino nella s. Pasqua alla quasi totalità dei fedeli è stata negata la possibilità di soddisfare al precetto pasquale («Confessarsi almeno una volta all'anno, e comunicarsi almeno a Pasqua»). Si pensa alla salute del corpo, e ciò sembra entrare in conflitto con quanto serve alla salute dello spirito. Ma è davvero così?

Nessuno di noi desidera esporre i propri fedeli al pericolo o compiere gesti inconsulti. Riteniamo tuttavia necessario seriamente interrogarci su cosa significa – ad oggi – proteggere il nostro popolo.

Permettere la partecipazione alla s. messa di piccoli gruppi di fedeli – una presenza contingentata in base alla metratura della chiesa oppure in base al numero dei banchi disponibili (i criteri possono essere più d'uno), nel rispetto delle misure di distanziamento sociale e con l'utilizzo dei necessari DPI, come potrebbe essere considerato un gesto che mette in pericolo il nostro popolo, più che la visita al supermarket o al tabaccaio?

In questi giorni, inoltre, la Presidenza del consiglio ha comunicato anche l'intenzione di procedere alla riapertura graduale di alcune attività. Sin da subito, secondo la scelta compiuta dalla presidenza del consiglio, di cui ci risulta difficile l'intelligibilità, si potranno riaprire sul territorio nazionale le librerie: ambienti di solito molto più piccoli delle nostre chiese, nei quali è ben più facile creare assembramento. Perché le librerie sì ed altre attività no? È difficile darsi una risposta. Forse l'Associazione italiana librai ha fatto pressioni presso il governo più di quante ne abbia fatte la Chiesa italiana, per vedere riconosciuti i propri diritti?

Eccellenza, in conclusione, mossi dal desiderio di servire con maggior fedeltà e sollecitudine la missione che ci è stata affidata, ci appelliamo alla sua sensibilità e autorità per chiederLe di ripensare nella nostra Diocesi la decisione della proibizione totale di celebrare l'eucaristia con il nostro popolo, valutando la possibilità di misure più articolate e – a nostro giudizio – più rispettose del Bene del nostro popolo, che sia il suo bene integrale, di salute fisica e e spirituale insieme. E per chiederLe altresì di voler promuovere presso la Conferenze episcopali regionale e nazionale eguale ripensamento.

Grati dell'attenzione che Lei, padre e pastore, vorrà dedicare alla presente, la salutiamo in Cristo.

 

mons. Oliviero Faustinoni

mons. Giambattista Francesconi

mons. Maurizio Funazzi

mons. Faustino Guerrini

(...)

 

 

Brescia, 16 aprile 2020

Coronavirus, il Vescovo esce dalla Cattedrale e benedice la città - Diocesi di Crema

Francesco si preoccupa affinché i cattolici cinesi (perseguitati dal regime comunista) siano bravi cittadini - Church in China

La battaglia contro il virus la facciamo animati da una profonda fede, le S. Messe vanno celebrate - Diocesi di Ascoli Piceno

Il Vescovo: «Mi rifiuto di sospendere le Messe» - Diocesi di Ars-Belley

Il Vescovo: «Mi rifiuto di sospendere le Messe» - Diocesi di Ars-Belley

La lettera del vescovo di Ars-Belley (Francia), monsignor Pascal Roland, il cui giudizio parte dalla fede. In un momento in cui si è tentati di ragionare come il mondo (solo sui numeri e solo in base alla paura) il vescovo ha deciso di usare "un'altra mentalità", che parte dall'incontro con Cristo e dalla vita eterna (basti pensare che in Cina i cristiani hanno evangelizzato nelle zone più a rischio mettendo a repentaglio la propria salute). 

Più che l’epidemia di coronavirus, dobbiamo temere l’epidemia di paura. Da parte mia, mi rifiuto di cedere al panico collettivo e di sottomettermi al principio di precauzione che sembra motivare le istituzioni civili. Quindi non intendo impartire istruzioni specifiche per la mia diocesi: i cristiani smetteranno di incontrarsi per pregare? Rinunceranno a trattare e aiutare i loro fratelli? A parte le elementari precauzioni che tutti prendono spontaneamente per non contaminare gli altri quando sono malati, non è opportuno aggiungere altro.

Dovremmo ricordare che in situazioni molto più gravi, quelle delle grandi piaghe, e quando i mezzi sanitari non erano quelli di oggi, le popolazioni cristiane hanno manifestato il loro valore con momenti di preghiera collettiva, nonché con l’aiuto ai malati, l’assistenza ai moribondi e col seppellire i defunti. In breve, i discepoli di Cristo non si allontanarono da Dio o si nascosero dai loro simili, ma piuttosto il contrario. 

Il panico collettivo a cui stiamo assistendo oggi non rivela la nostra relazione distorta con la realtà della morte? Non manifesta l’ansia che causa la perdita di Dio? Vogliamo nascondere che siamo mortali e, essendo chiusi alla dimensione spirituale del nostro essere, perdiamo terreno. Avendo tecniche sempre più sofisticate ed efficienti, intendiamo dominare tutto e nascondere che non siamo i signori della vita. 

A proposito, teniamo presente che la coincidenza di questa epidemia con i dibattiti sulle leggi di bioetica ci ricorda la nostra fragilità umana. Questa crisi globale ha almeno il vantaggio di ricordarci che viviamo in una casa comune, che siamo tutti vulnerabili e interdipendenti e che la cooperazione è più urgente della chiusura dei nostri confini. 

Inoltre, sembra che tutti abbiamo perso la testa. In ogni caso, viviamo nella menzogna. Perché improvvisamente focalizziamo la nostra attenzione solo sul coronavirus? Perché nascondere che ogni anno in Francia l’influenza stagionale banale colpisce tra 2 e 6 milioni di persone e provoca circa 8.000 decessi? Sembra anche che abbiamo eliminato dalla nostra memoria collettiva il fatto che l’alcol è responsabile di 41.000 decessi all’anno e che si stima che 73.000 siano i decessi causati dal tabacco.

Lontano da me, quindi, l’idea di prescrivere la chiusura delle chiese, la soppressione delle Messe, l’abbandono del gesto di pace durante l’Eucaristia, l’imposizione di questa o quella modalità di comunione considerata più igienica (detto ciò, ognuno può fare come vuole), perché una chiesa non è un luogo di rischio, ma un luogo di salvezza. È uno spazio in cui accogliamo colui che è la Vita, Gesù Cristo, e dove, attraverso Lui, con Lui e in Lui, impariamo a vivere insieme. Una chiesa deve rimanere quello che è: un luogo di speranza.

Dovremmo rinchiuderci nelle nostre case? Dovremmo saccheggiare il supermercato del quartiere e accumulare riserve per prepararci ad un assedio? No! Perché un cristiano non teme la morte. È consapevole di essere mortale, ma sa in chi ha posto la sua fiducia. Crede in Gesù, che afferma: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; e tutti coloro che vivono e credono in me non moriranno mai” (Giovanni 11, 25-26) Sa di essere abitato e animato dallo “Spirito di colui che risuscitò Gesù dai morti” (Romani 8, 11).

Inoltre, un cristiano non appartiene a se stesso, la sua vita deve essere offerta, perché segue Gesù, che insegna: “Chi vuole salvare la propria vita la perderà; ma chi perde la sua vita per me e per il Vangelo la salverà” (Marco 8, 35). Certamente, non si espone imprudentemente, ma nemmeno cerca di preservarsi. Seguendo il suo Maestro e Signore crocifisso, il cristiano impara a donarsi generosamente al servizio dei suoi fratelli più fragili, in vista della vita eterna. 

Quindi, non cediamo all’epidemia della paura! Non siamo morti viventi! Come direbbe Papa Francesco: non lasciarti rubare la speranza! 

+ Pascal ROLAND

Vescovo di Ars-Belley

fonte: lanuovabq.it

Terza Acies Ordinata internazionale contro la chiesa dal volto germanico-amazzonico, diversa da quella cattolica, del cardinale Marx - Diocesi di Monaco

Chiesa (ex?) Santa Maria Janua Coeli - Diocesi di Roma

Idoli pagani cacciati dalla Casa del Signore e gettati al Tevere - Diocesi di Roma

Seconda Acies Ordinata internazionale per invocare l'intervento degli Angeli contro gli spiriti maligni dell’Amazzonia - Diocesi di Roma

Prima Acies Ordinata internazionale per rompere il silenzio tombale dei Pastori della Chiesa di fronte ad una crisi dottrinale e morale senza precedenti - Diocesi di Roma

Parrocchia della Beata Vergine Immacolata e di Sant'Antonio - Diocesi di Milano

Parrocchia della Beata Vergine Immacolata e di Sant'Antonio - Diocesi di Milano

Sale sull'altare e bestemmia: immigrato scatena il panico in chiesa a Milano

 

Paura durante la Messa dell'Epifania. Dopo essere salito sull'altare, l'immigrato ha danneggiato il leggio del parroco. Se l'è cavata con 102 euro di multa

Momenti di paura durante la Santa Messa dell'Epifania in una chiesa di Milano. Un immigrato egiziano di 21 anni è salito sull'altare e ha urlato una bestemmia, poi ha danneggiato il leggio dal quale il parroco stava svolgendo la funzione.

Dopo l'arresto se l'è cavata con una multa da 102 euro per il reato di bestemmia, previsto dall'articolo 724 del codice penale. "È questa l'integrazione modello-Milano? È questo il rispetto per la nostra cultura?", chiede ora il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Lombardia, Franco Lucente.

Il blitz nella parrocchia della Beata Vergine Immacolata e di Sant'Antonio in viale Corsica è scattato ieri. Erano da poco passate le sei di sera quando, a funzione già inoltrata, l'egiziano è entrato in chiesa di Milano e, dopo essere salito sull'altare, ha lanciato una bestemmia gelando il sangue dei presenti. Poi si è fiondato contro il leggio da cui il parroco stava svolgendo la funzione. I fedeli hanno immediatamente chiamato la polizia e, quando le volanti sono arrivate sul posto, hanno ammanettato il 21enne che è apparso agli agenti particolarmente agitato. Una volta portato fuori dalla chiesa, lo hanno arrestato per resistenza e denunciato per le bestemmie proferite. "Alla fine se la cava con appena cento euro di multa per aver offeso la nostra religione...", commenta il deputato leghista Paolo Grimoldi. "Siamo in Italia e a questo egiziano è andata bene - continua l'esponente del Carroccio - se un cristiano in uno Stato islamico avesse bestemmiato contro Allah in una moschea sarebbe stato linciato subito dai fedeli o giustiziato dalle autorità. Altro che multa da cento euro".

Nelle tasche dell'immigrato i poliziotti hanno trovato diversi grammi di droga e per questo è stato anche accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Da Fratelli d'Italia fanno sapere che da parte del sindaco di Milano Beppe Sala non è arrivata "neanche una parola" mentre "da parte di tutti i buonisti da salotto" solo una "alzata di spalle""Questo è il valore delle nostre tradizioni, che possono essere calpestate da tutti?", si è chiesto Lucente. "Se fosse stato un cristiano a bestemmiare in una moschea di Milano - ha rimarcato l'assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato - oltre alle reazioni violente dei musulmani, avremmo dovuto assistere a chissà quanti strepiti della sinistra, che invece è sempre silenziosa quando a essere insultata è la religione cristiana, usando due pesi e due misure".

Sergio Rame

8 gennaio 2019

fonte: ilgiornale.it

Finalmente S. Messa Vetus Ordo gremita (anche se ostacolata) presso la Cappella delle Suore Carmelitane del Bambin Gesù - Diocesi di Cremona

Vietato l'ingresso nella chiesa di San Torpete a Salvini e "abolizione" del S. Natale - Diocesi di Genova

Vietato l'ingresso nella chiesa di San Torpete a Salvini e "abolizione" del S. Natale - Diocesi di Genova

Don Paolo Farinella sostiene che “bisogna chiudere tutte le chiese a Salvini, non può entrare finché non si pente in ginocchio. La Chiesa non è un porto di mare. Se fa penitenza accogliamo tutti, e lasci il Vangelo nel cassetto”. Inoltre il sacerdote prosegue: “prima o dopo ci sarà qualche giudice a Berlino. È contro il diritto internazionale, contro la Costituzione, va processato. È in atto un genocidio, e lui è responsabile”. Don Farinella ha poi lanciato un appello a tutti gli italiani credenti perché si ribellino a Salvini e ai suoi “atteggiamenti fascisti. Mussolini – dice don Farinella – faceva le stesse cose”... e “Salvini ha le mani sporche di sangue. I preti di tutta Italia dovrebbero mettersi di fronte e dire: prima ripara tutto il male che stai facendo contro l’umanità, poi entri. E quanche quelli che tacciono sono corresponsabili. Come i grillini, certo”. Inoltre chiude la chiesa a Natale sostenendo che "bisogna celebrare il non Natale".

Gino Lanfranchi, 30 dicembre 2019

"Bella Ciao" anche nella chiesa di San Luigi dei Francesi - Diocesi di Roma

E’ ancora cattolico il cardinale Betori? - Diocesi di Firenze

Parroco di San Rocco: “sapete perché non dico il Credo? Perché non ci credo!“ - Diocesi di Torino

Spogliarello in chiesa del parroco di Casargo - Diocesi di Milano

Prete clown in chiesa della Parrocchia San Martino Buon Albergo - Diocesi di Verona

Nella chiesa della Parrocchia di Mercogliano si canta "Soldi" di Mahmood - Diocesi di Avellino

Danze tribali nella chiesa della Parrocchia dei SS. Gervasio e Protasio - Diocesi di Torino

Benedizione di idoli - Diocesi di Albenga Imperia

Benedizione di idoli - Diocesi di Albenga Imperia

ALBENGA: CURIA BENEDICE STATUA PAGANA DELLA DEA "MATER MATUTA", DIVINITÀ PRIMORDIALE


Il virus amazzonico della blasfemia si sta diffondendo?
Dopo i riti pagani nei giardini vaticani, dopo l’idolatria del feticcio della Pachamama in S. Maria Traspontina, dopo le preghiere a Verona alla ”dea di questi luoghi”, ecco un altro episodio vergognoso. Almeno per chi crede. Ancora.

Questa mattina il Vicario Generale della Diocesi di Albenga-Imperia don Ivo Raimondo ha benedetto un “totem” rappresentante la dea Matuta.
La circostanza è indubbiamente gravissima: non si possono condurre similitudini “mariani” e non ci sono alibi: come si legge ne La Stampa di oggi 30 nov. 2019, la statua rappresenta proprio una divinità pagana:

«Mater Matuta» rappresenta una Grande Madre, una divinità femminile primordiale, che si concretizza in forme molto diverse in una vasta gamma di culture. Le formelle raccontano, in dieci punti esemplificati, differenti fasi della storia dell’agricoltura della Piana albenganese: dalla bonifica della piana, fino ad arrivare alle nuove produzioni agricole, mediante nuove tecnologie. Nella mitologia romana la divinità «Mater Matuta» era la dea del Mattino o dell’Aurora e quindi protettrice della nascita degli uomini e delle cose.

E non si venga a dirci che l’intento è “ecologistico” ed altre bergogliate simili! Un tempo il clero rivolgeva le proprie preci alle sacre immagini della Santissima Mater Dei, non di false matres pagane...

Ci domandiamo quale sia il motivo che abbia indotto il sacerdote - e la Curia in senso più ambio - a benedire un simulacro pagano: quello di compiacere il vescovo di Roma Bergoglio? Quello di fare carriera?

Che senso può avere che il Vescovo Guglielmo qualche giorno fa abbia celebrato il CDL anniversario del seminario diocesano (ormai vuoto, in ossequio a specifici ordini consegnati dal Papa in persona al “commissario” Borghetti inviato a Albenga) e poi partecipi all’inaugurazione di una statua pagana e, ancor peggio, la benedica? (Ah si noti come il prelato indossi la stola sul clergyman...).

Questi sacerdoti, come ci scrive giustamente un lettore, saranno giudicati dai martiri che versarono il sangue e furono giustiziati perché si rifiutarono di bruciare l’incenso all imperatore o alle divinità romane.

Roberto

2 dicembre 2019

fonte blog.messainlatino.it

Evento rock "LGBT" in Cattedrale - Diocesi di Vienna

Evento rock "LGBT" in Cattedrale - Diocesi di Vienna

 

CONCERTO LGBT IN CATTEDRALE. VIGANÒ: UNO SCANDALO, VIENNA SENZA PASTORE

Cari Stilumcuriali, come sapete ieri a Vienna per il terzo anno di seguito la cattedrale ha ospitato un concerto di beneficenza per le persone LGBT, a cui ha partecipato anche Conchita Wurst, la cantant* con barba e in abito lungo scollato che ha rappresentato l’Austria nel 2014 all’Eurovision. L’evento si chiamava “Believe together”, e quello in cattedrale “Desiderare gli angeli”; e l’organizzatore, l’attivista omosessuale Gery Keszler, ha ringraziato il cardinale Christoph Schönborn: “Siamo molto grati per la fiducia che il cardinale ha riposto in noi”. L’anno scorso nella navata della cattedrale del ‘300 in un contesto di musica ad altissimi volume un attore noto per recitare ruoli omosessuali si è esibito a torso nudo in mezzo a comparse vestite da demoni. 

 Alexander Tschugguel, il giovane che ha gettato nel Tevere le Pachamama ha detto che i cattolici austriaci non amano molto che la cattedrale di santo Stefano sia usata per promuovere eventi LGBT. E ha organizzato un rosario fuori della Chiesa.

L’arcivescovo Carlo Maria Viganò gli ha inviato la lettera che riproduciamo:

Caro Alexander,

Cari fedeli riuniti in preghiera per la recita del Rosario fuori dalla Cattedrale di Santo Stefano a Vienna,

 Il Signore Gesù e la Vergine Maria siano con voi!

Abbiamo visto l’idolatria penetrare nel Tempio di Dio e rivendicare a sé l’adorazione dovuta esclusivamente al Dio vivente e vero.

Delle statuine, identificate come idolo Pachamama, sono state portate processionalmente.

Il caro Alexander si è ricordato del monito del Dio geloso – geloso perché “Amico dell’uomo”, della sua eterna verità e del suo destino di gloria.

Quel monito riecheggia nelle pagine della Scrittura rivelata, che tutti dovrebbe riempire di sacro tremore: “Voi demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, brucerete nel fuoco i loro idoli!” (Deuteronomio 7, 5). Li annegherete nelle acque del Tevere, “perché sono un abominio per il Signore tuo Dio; non introdurrai quest’abominio in casa tua(Deut 7, 25-26).

San Paolo ci insegna che l’uomo cade nell’idolatra quando, divenuto incredulo ed apostata, disprezza la conoscenza di Dio e si ostina nel suo rifiuto di glorificarlo, “Lui che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del Cielo e della terra…. Lui che a tutti dà la vita e il respiro a ogni cosa…. Colui nel quale viviamo, ci muoviamo ed esistiamo; Colui del quale noi siamo la stirpe.” (Att. 17, 22, 28)

L’idolatria soffoca la verità nell’ingiustizia, ottenebra la mente e perverte il giudizio. Allora l’uomo, in balia della tirannia delle sue passioni infami e delle sue voglie vagabonde, si abbandona ad ogni forma di perversione e di impurità, “così da disonorare il proprio corpo, poiché ha cambiato la verità di Dio con la menzogna e ha venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli.” (Rom 2, 25).

Ancora una volta Vienna, la gloriosa capitale che seppe resistere con le armi della luce e della fede, all’avanzata della Orda Ottomana, subisce – sgomenta e scandalizzata – l’ennesima provocazione omoeretica e blasfema. Sulla cattedra di Santo Stefano si esibiscono attivisti gay, travestiti e transessuali che dalla Chiesa Cattolica dovrebbero invece ricevere l’annuncio della Verità liberatrice di Cristo e il dono dell’Amore salvifico, gratuitamente offerto a tutti coloro che, dal più profondo delle proprie ferite e del proprio pentimento, osano riconoscersi bisognosi di salvezza.

Mi associo di tutto cuore al piccolo gregge, rimasto forse senza Pastore ma chiamato a raccolta nel Cuore dell’Immacolata, per implorare da Lei, mediante la preghiera riparatoria del Santo Rosario, il perdono di Dio per le offese e gli oltraggi perpetrati.

L’enormità degli scandali non diminuirà mai la potenza del Signore: non abbiamo perciò motivo di perdere coraggio né fiducia. Di fronte alla sinistra visione di una chiesa che sembra volersi riedificare contro la fede e contro la verità della persona umana, che sostiene e promuove ciò che avvilisce la vita e procura la perdita delle anime, vogliamo raddoppiare la fede e pregare senza mai stancarci l’Immacolata Madre di Dio e nostra vera Madre: Vitam praesta puram, iter para tutum, ut videntes Iesum semper colletemur. Insegnandoci a guardare Gesù, la Vergine Maria ci rende capaci di perseverare nella fede come “Acies ordinata, uno schieramento di anime militanti, sofferenti e trionfanti, unite per affermare l’onore della Chiesa, la gloria di Dio e il bene delle anime. L’arruolamento è aperto.” (Roberto de Mattei)

Mentre ci apprestiamo a varcare le soglie di un nuovo anno liturgico, san Bernardo mette nei nostri cuori e sulle nostre labbra le parole della nostra incrollabile speranza, della nostra fede certa, mentre i nostri cuori si aprono all’ardore della carità di Cristo, unici rimedi contro l’avanzare dell’iniquità.

“Fin da ora, celebriamo con tutto il cuore la venuta del Nostro Signore Gesù Cristo… Egli è venuto non solo a noi, ma per noi… La grandezza della grazia che ci ha donata, mostra qual era l’indigenza del nostro bisogno. Giudichiamo la gravità della nostra malattia da quanto costa guarirla… La venuta del Salvatore è perciò necessaria. Lo stato in cui sono gli uomini rende indispensabile la sua Presenza. Venga presto, dunque, il Salvatore!”

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo tit. di Ulpiana

 

Marco Tosatti

2 dicembre 2019

fonte marcotosatti.com

Mostra Horror nella "chiesa" della Parrocchia di Longuelo - Diocesi di Bergamo

La Chiesa asservita ai gusti artistici (o pseudoartistici) di certi preti. I quali si dimenticano che in chiesa si incontra Dio nei segni che la Tradizione della Chiesa ci consegna e non in altri elementi inopportuni e di dubbio gusto.

 

NOVUS HORROR MISSAE

La Chiesa asservita ai gusti artistici (o pseudoartistici) di certi preti. I quali si dimenticano che in chiesa si incontra Dio nei segni che la Tradizione della Chiesa ci consegna e non in altri elementi inopportuni e di dubbio gusto. Ringraziamo il sito blog.messainlatino.it per aver pubblicato questa segnalazione ricevuta da un loro lettore. Il donmilaniano Don Maffioletti, già noto per le sue visioni politiche di estrema sinistra (e quindi esplicitamente incompatibili con il Cattolicesimo) e le sue uscite eretiche, adesso utilizza anche la propria "chiesa" (una orribile colata di cemento) come galleria d'arte contemporanea, le opere contenute all'interno della chiesa sono coerenti con l'esterno e con il caos interiore di questi "pastori".

 

Risultati immagini per CHIESA DI LONGUELO

 

Amodio Filippetti, 2 dicembre 2019

 

Iniziativa dell’Ordine dei Frati minori, della Rete Ecclesiale Panamazzonica e del Global "Catholic" Climate Movement alla presenza di Francesco - Diocesi di Roma

Idolatria amazzonica nella chiesa di Santa Maria in Traspontina - Diocesi di Roma

Eresie nella chiesa di S. Nicolò all'Arena - Diocesi di Verona

Si canta "Bella Ciao" nella chiesa di Santa Maria Maggiore - Diocesi di Pistoia

PISTOIA. Don Massimo Biancalani ha mantenuto la promessa e ha cantato "Bella Ciao" in chiesa, alla fine della messa domenicale delle 11. Non sono bastate, quindi, le pesanti critiche arrivate dalla Diocesi di Pistoia a far cambiare opinione al sacerdote, conosciutissimo per il suo impegno sul fronte dell'accoglienza ai migranti, portato avanti da alcuni anni, fino ad ospitarne circa duecento nelle strutture parrocchiali di Vicofaro. Da tempo anche il matroneo della grande chiesa parrocchiale è stato adattato per accogliere migranti. Chi partecipava alla messa poteva cogliere la loro presenza dietro la cortina di coperte termiche color oro, che è stata stesa sulla balaustra proprio per offrire un po' di privacy a chi dorme in quel luogo.

Alla fine della messa, seguita da una sessantina di fedeli, don Biancalani ha intonato "Santa Maria del Cammino", un canto liturgico molto diffuso. Subito dopo, scendendo nel centro della chiesa con un piccolo gruppo di fedeli e numerosi giornalisti e cineoperatori, ha cantato insieme a loro "Bella Ciao".

Ma nell'omelia della messa, don Biancalani ha dedicato ampio spazio alla spiegazione del gesto. In un discorso ricco di citazioni, da don Tonino Bello a don Milani, da Paolo VI a papa Francesco, il parroco di Vicofaro ha sottolineato come il Dio dei cristiani sia un Dio prossimo, che si cala nell'umanità, ne prende parte. In questo senso, "un Dio partigiano". Ne segue che "Bella Ciao" non è un canto fuori posto in chiesa, perchè esprime quei valori di pace e giustizia che tutti i cristiani sono chiamati a vivere. Ealla nota della Diocesi, che sottolineava come la Parola di Dio fosse efficace di per sé come messaggio da trasmettere in chiesa, don Biancalani ha replicato che "la Parola di Dio richiede di essere incarnata", con scelte concrete nella vita di ogni credente.

Dopo l'annuncio, pubblicato mercoledì su Facebook, che domenica si sarebbe cantato l'inno partigiano, molti hanno accusato don Biancalani di fare politica. La risposta del sacerdote è stata che "ognuno di noi fa politica, anche stare in silenzio è politica. La questione è quale politica si fa. Io credo che si debba farla per la giusitizia e l'accoglienza. Altro discorso sono i partiti, e su questo ci deve essere massima libertà e laicità da parte della Chiesa, anche se nella storia non è sempre stato così".

Immediate e numerose le reazioni sui social all'iniziativa del parroco di Vicofaro. Poco prima delle 15 è arrivata anche quella del leader della Lega Matteo Salvini, con un tweet: "Ricordate il prete toscano che vorrebbe portare tutta l'Africa in Italia? Oggi concertino "sardinante" di "Bella Ciao"... a Messa! Tra un po' lo vedremo a Sanremo! (Roba da matti!)"

25 novembre 2019

fonte iltirreno.gelocal.it

 

Perversioni e bestemmie "teologiche" in Seminario - Diocesi di Bergamo

Ecco cosa si insegna nei seminari conciliari (preaparatevi al peggio leggendo l’articolo di denuncia che riprendo  da anonimidellacroceblog.wordpress.com). Direi che non ci sono più parole per descrivere le nefandezze e le eresie di questo clero sconcio, aderente al Concilio Vaticano II. Seminaristi che diverranno sacerdoti dopo essere stati (s)formati da insegnanti completamente fuori di testa che cosa potranno offrire ai fedeli? La Fede? Per carità! Questa è gente da evitare se teniamo alla salute della nostra anima. Mettiamoci alla ricerca, seria e convinta, di veri sacerdoti che sono rimasti fedeli alla Tradizione e alla vera Chiesa di Cristo. Un’ultima sottolineatura: invece di distruggere le scuole dei Francescani dell’Immacolata (lì sì che si insegnava vera dottrina e vero magistero) andrebbero piuttosto chiusi i seminari di questa chiesa conciliare… a partire da quello di Bergamo. Sarebbe un atto di giustizia verso Dio.  p.Elia  

Lo schifo che si insegna nel seminario di Bergamo

Questo è troppo! Questi sono pazzi! E’ una follia! Abbiamo parlato diverse volte delle castronerie sul Sacramento dell’Eucaristia che scrive Andrea Grillo. Ma questa di oggi le supera tutte. FATE GIRARE IN TUTTO IL MONDO QUESTO ARTICOLO! Perché anche le pietre devono sapere dove stanno portando la Chiesa questi scellerati!

Il “teologo” Grillo nel suo blog ha postato un articolo di Manuel Belli, che è insegnante di Teologia Sacramentaria al Seminario di Bergamo ed è anche educatore dei seminaristi della stessa città.

Il titolo dell’ articolo di don Belli è: “Eucaristia. Corpo, pasto ed eros”. Già leggendo il titolo si capisce il programma, e dove vuole andare a parare questo sedicente “teologo”. Il link è questo cittadellaeditrice.com. Sulla parte del Corpo di Cristo questo energumeno dice: “spesso nella tradizione abbiamo rischiato di porre talmente tanta enfasi sull’idea che quel pane e quel vino non sono più tali ma corpo e sangue di Gesù e sul fatto che i sensi non devono ingannare anche se vedono solo pane e vino che abbiamo rischiato di pensare in modo un po’ magico alla realtà della presenza del corpo di Cristo (…) Noi viviamo di simboli. E il corpo di Gesù non è altro rispetto a un buon pane spezzato”.
Questa è APOSTASIA allo stato puro. Credere nella Presenza Reale è magia? Il Corpo di Cristo non è altro che semplice pane? Questi sono completamente impazziti! 
Questi sono i teologi dei miei stivali! E’ grazie a questo tipo di “teologia” che stanno preparando la messa ecumenica! Ma il peggio deve ancora venire. Leggete cosa scrive in merito al “pasto”:

“La messa è un pasto ritualizzato (…) Ma non possiamo dimenticare che a Messa ci sediamo a tavola con altri. Anche la dimensione comunitaria non è di poco conto. La prima cosa che accade partecipando all’eucaristia è che ci si ritrova: la celebrazione inizia proprio con l’atto di radunarsi”. Il Santo Sacrificio di Cristo ridotto ad un “pasto ritualizzato”. Qui non basta neppure il manicomio. Sono imbevuti completamente di luteranesimo. E lo insegnano ai SEMINARISTI!!! Che dovrebbero essere i futuri Sacerdoti! Sono profeti dell’anticristo! Questi HANNO IL MARCHIO DELLA BESTIA!

MA LA COSA PIU’ GRAVE E DIABOLICA ARRIVA QUI ALLA FINE DELL’ARTICOLO di don Belli. Sull’accostamento dell’Eucaristia all’erotismo. Leggete:

“Prendi, questo è il mio corpo” e’ una frase che senza nessuna difficoltà potrebbe essere contestualizzata in quello che un uomo dice alla sua donna o viceversa. Scrive T. Radcliffe: «Vorrei parlare dell’ultima cena e della sessualità. Può sembrare un po’ strano, ma pensateci un momento. Le parole centrali dell’Ultima Cena sono state: “Questo è il mio corpo, offerto per voi”. L’eucarestia, come il sesso, è centrata sul dono del corpo (…)Comprendiamo l’eucarestia alla luce della sessualità e la sessualità alla luce dell’eucarestia.
C’è dunque una componente erotica dell’eucaristia che non deve essere trascurata. Tra due amanti c’è un codice del corpo che eccede l’ordine delle parole”.

Erotismo, sesso, amanti??? Accostare l’Eucaristia a tutto ciò è UNA BESTEMMIA! Ma per chi hanno preso Gesù Cristo??? Questa è PERVERSIONE BELLA E BUONA! E questa gente si compiace delle schifezze che riesce a scrivere! Solo il demonio può avere interesse a divulgare questo tipo di “teologia”. E’ scandaloso che questi villani siano insegnanti di Teologia e per di più educatori di seminari!

Manderemo una mail alla Segreteria di Stato Vaticano e una alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Vi prego di inviare TUTTI la vostra denuncia a questo schifo. INTASIAMO la Posta Elettronica del Vaticano.

Email Segreteria di Stato: vati023@genaff.segstat.va

Email: Congregazione Dottrina della Fede: cdf@cfaith.va

FATE GIRARE QUESTO ARTICOLO SU TUTTI I SITI E I SOCIAL! Tutti i fedeli DEVONO SAPERE che è in atto L’ERESIA DEVASTANTE!

Fonte: Lectiobrevis

Il settimanale online Santalessandro.org "della Diocesi di Bergamo" attacca la Lega e la Destra

Il settimanale online Santalessandro.org "della Diocesi di Bergamo" attacca la Lega e la Destra

Il settimanale online della Diocesi di Bergamo, Santalessandro.org, nonché organo rivoluzionario di sinistra, vorrebbe colpire la Lega associandola alla croce celtica, attraverso una serie di riferimenti contenuti in un articolo (santalessandro.org) del guru di Molte Fedi Sotto lo Stesso Cielo (con foto a lato contenete celtica), l'evento promosso dalle Acli diocesane di Bergamo, dal quotidiano diocesano L'Eco di Bergamo e patrocinato da realtà pubbliche amministrate dalla sinistra, come il Comune di Bergamo e la Provincia di Bergamo, oltre che da varie realtà private del territorio.

Nell'articolo infatti si fa riferimento proprio al "comunista col rolex" e "maglietta rossa" Gad Lerner, che sarebbe stato apostrofato da qualcuna delle circa centomila persone che hanno partecipato all'ultimo raduno della Lega di Pontida del 15 settembre 2019, mentre lui era in giro a intervistare persone in modo provocatorio con domande che contenevano già una implicita risposta di condanna nei confronti di chi non è allineato con il pensiero unico. Lo stesso Lerner è ospite fisso proprio a Molte Fedi, l'evento sincretista, multiculturale e anticattolico promosso dagli apparati cattocomunisti diocesani con tanto di tessere e biglietti a pagamento, che si svolge anche nelle chiese diocesane e nella Basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo (con i posti riservati).

Poi "casualmente" viene tirata in ballo la senatrice a vita Liliana Segre, che non sarebbe stata difesa proprio dai leghisti e dal Centrodestra del Comune di Bergamo, i quali lunedì 11 novembre durante l'ultimo Consiglio comunale sono usciti dall'aula poiché non sono state incluse le altre forme di dittatura tra quelle ripudiate nella mozione approvata dal Centrosinistra ma solo il Fascismo, come sempre strumentalizzato pur non esistendo più (mentre il Comunismo continua a mietere migliaia di vittime ogni anno nel mondo senza essere mai additato). Per di più la Segre non avrebbe subito 200 offese al giorno, come si voleva far credere, ma meno di 200 all'anno, ed in più queste non erano neppure tutte indirizzate a lei.

Poi guardacaso si passa agli zingari, i cui campi sono stati rimossi con le ruspe proprio dalla Lega, per arrivare infine a Francesco, il papa venuto dalla fine del mondo, amico di Morales, della Bonino, di Scalfari e di Pannella, che piace ai cattocomunisti e agli atei e viene sempre più criticato, non solo da coloro che non sono di sinistra, ma anche da coloro che sono cattolici e fedeli alla Dottrina sociale della Chiesa (laici, presbiteri, religiosi, vescovi, cardinali...), come dimostra anche la recente denuncia di 100 personalità cattoliche del 9 novembre 2019 (corrispondenzaromana.it), ultima di una lunga ed interminabile serie che si sussegue da anni.

Insomma non hanno più argomenti, vogliono strumentalizzare anche la Chiesa pur appoggiando politiche incompatibili con il Cattolicesimo, contro la Vita, contro la Famiglia e contro la Dottrina sociale della Chiesa. Ma i cattolici non sono fessi, stanno sempre più capendo il giochetto e sanno che dire "prima gli italiani" significa semplicemente rispettare i doveri di carità graduati e gerarchizzati.

Come recentemente esposto in modo chiaro da Carlo Manetti nell'articolo "prima gli italiani!", ovviamente, prima di tutto vengono i doveri di carità verso Dio, poi i doveri nei confronti delle persone che Nostro Signore ci ha affidato, quindi i familiari: figli, coniuge, genitori. Dopo i familiari vengono gli amici e tutti coloro verso i quali abbiamo delle responsabilità, Patria compresa. Inoltre per quanto riguarda i propri doveri verso i connazionali e verso la Nazione, essi sono tanto maggiori a seconda del ruolo ricoperto e delle responsabilità che si hanno nella Società. Infine arrivano tutti gli altri uomini, verso i quali i doveri di carità variano a seconda delle varie circostanze in cui ognuno si trovi. 

"Non sempre prendersi a cuore la situazione significa prestare soccorso a chi si trova in stato di bisogno e, soprattutto, non sempre significa farlo come egli ritiene opportuno e/o desidera, poiché si ha sempre il dovere di valutare gli effetti del nostro comportamento, evitando che l’assecondare un nostro impulso emotivo del momento possa fare più male che bene. Tutto ciò premesso, consegue che un governante è assolutamente tenuto, nella sua attività pubblica al servizio della Patria, a privilegiare i propri connazionali rispetto ad ogni altra persona. Nei loro confronti ha, innanzitutto, dei doveri di giustizia, derivanti dal suo ruolo all’interno della Nazione: ricoprire ruoli di potere implica di doverli esercitare per il bene comune, nell’interesse della giustizia e della Patria."

 

Amodio Filippetti, 14 novembre 2019

Non siamo su Scherzi a parte: esercizi spirituali a Bergamo affidati alla "pastora" battista, per liberarci dal moralismo e dall'ascesi e per liberare l'energia della nostra sessualità

Dagli amici di Bergamo un'altra notizia sui curatori fallimentari che sono divenuti certi uomini di Chiesa.
La lettura del grottesco  "credo" della signora Maggi, pubblicato più sotto, tra corpi che danzano, Gesù che è venuto a liberare dal moralismo e dall'ascesi religiosa, e della chiesa dell'energia della sessualità sarebbero degni della trasmissione Fratelli di Crozza.
Ma io preferisco Crozza.
Luigi
 
In una Diocesi in gravissima crisi di vocazioni (a febbraio 2019 risultavano iscritti 31 seminaristi nei sei anni di teologia e con sole 14 ordinazioni sacerdotali negli ultimi quattro anni), tre parroci della città di Bergamo (don Andrea Mazzucconi di San Tomaso Apostolo, don Mario Enrico D’Ambrosio di Campagnola e don Patrizio Moioli di San Giuseppe) pare che abbiano trovato la «soluzione» per il disbrigo delle «pratiche pastorali»: da ieri mattina (lunedì 11 novembre 2019) e fino alle sera di giovedì 14 novembre hanno pensato bene di affidare gli esercizi spirituali per «adulti, genitori, catechisti ed educatori» alla signora Lidia Maggi, pastora battista animatrice del sito internet alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com. 
 
La notizia è stata riportata – in toni alquanto positivi – sulle pagine dell’Eco di Bergamo, il più diffuso quotidiano locale edito dalla Società Editrice Santi Alessandro, Ambrogio, Bassiano, di proprietà della Diocesi di Bergamo («La diocesi di Bergamo è direttamente impegnata nel mondo della comunicazione sociale attraverso il gruppo editoriale SESAAB» si legge nell’Annuario diocesano) per cui la fonte si può considerare altamente attendibile.


Scorrendo il curriculum sul citato sito, si apprende che detta pastora «è stata destinata dalle chiese battiste ad un progetto di pastorato [sic!] itinerante. Gira per chiese e centri culturali occupandosi di formazione biblica ed evangelizzazione. In particolare ora vive a Dumenza, in una casa grande dove, come coppia pastorale suo marito e lei si occupano di piccole ospitalità per persone in crisi o in ricerca». 
 
La stessa non è nuova ad inviti da parte di sacerdoti cattolici (MiL ne aveva già parlato nel 2015 http://blog.messainlatino.it/2015/06/un-parroco-trentino-rivoluzionario.html) e a corsi di religione «cattolica» (???) (ad esempio nella Diocesi di Treviso all’inizio del 2018 https://lanuovabq.it/it/lora-di-religione-cattolica-affidata-alla-pastora-battista), attività che hanno destato scandalo tra i fedeli. 
 
Ma tra tutto questo, ciò che più colpisce è leggere sulla sua pagina internet https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com/p/lidia-maggi.html il suo personale «Credo», una lunghissima sequenza di eresie, ciascuna dei quali basterebbe a far rivoltare nella tomba Sant’Ignazio di Loyola che 471 anni fa creò quegli esercizi spirituali fondati sugli stessi cardini teologici e spirituali negati o travisati dalla pastora. 
Ci auguriamo che il Vescovo di Bergamo nulla sapesse di questa gravissima iniziativa dei suoi tre Parroci e lo supplichiamo di intervenire immediatamente per bloccare questa pericolosa predicazione eretica tra «adulti, genitori, catechisti ed educatori» della sua Diocesi, pregando affinché i tre maldestri Parroci coinvolti – dopo un intenso mese ignaziano affidato, questa volta, ad un sacerdote cattolico – ritornino guide salde e consapevoli tra il loro sbandato gregge.
LV, 12/11/2019
 

Il fumo LGBT nel Santuario di Caravaggio e la reazione dei fedeli

La vicenda ha inizio con una notizia pubblicata sul sito della diocesi di Cremona e da una testata locale: la programmazione del convegno denominato “Tavolo di dialogo fra diocesi lombarde e realtà cattoliche LGBT: quale presenza dei giovani LGBT nella Chiesa?” presso il santuario di Santa Maria del fonte a Caravaggio, il 18 novembre 2018.

La locandina dell’evento, dove campeggiano i colori dell’arcobaleno invertito - rappresentativo di un umanesimo senza Dio, del trionfo della gnosi sulla genesi -  ci informa che l’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’associazione “Cammini di Speranza” – sezione Lombardia e la Diocesi di Cremona; l’obiettivo è di avviare un percorso di reciproca conoscenza, apprezzamento e accoglienza, avvalendosi anche del contributo di rappresentanti lombardi del “Progetto Giovani LGBT” e di “genitori con figli LGBT”.

La prima impressione che se ne riceve è di sconcerto: è davvero inquietante l’espressione “realtà cattoliche LGBT”, che ponendo sullo stesso piano la dimensione religiosa e quella relativa all’orientamento sessuale, di fatto contribuisce a legittimare e di conseguenza ad approvare comportamenti contrari all’ordine naturale, perciò definiti disordini nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 2357/58).

Lo stesso vale per i termini “giovani LGBT” e “genitori con figli LGBT”, che risultano riduttivi e degradanti perché definiscono una persona in base al proprio orientamento sessuale.

Sconcertante è anche la scelta del luogo che ospita l’evento: Santa Maria del fonte a Caravaggio, santuario che è nel cuore di milioni di fedeli in Italia e nel mondo, luogo sacro di indubbio rilievo nella devozione mariana.

Proprio a Caravaggio, il 20 giugno del 1992, S. Giovanni Paolo II rivolse un appassionato discorso ai giovani, richiamandoli alla bellezza della vita e alla necessità di impegnarsi nella sua difesa perché in ciascuna creatura umana rifulge l’immagine del suo Creatore:

Dovete dire e gridare che la vita è dono meraviglioso di Dio e nessuno ne è padrone, che l’aborto e l’eutanasia sono tremendi crimini contro la dignità dell’uomo, che la droga è rinuncia irresponsabile alla bellezza della vita, che la pornografia è impoverimento e inaridimento del cuore. Dovete anche ricordare che la malattia e la sofferenza non sono castighi o condanne, ma occasioni per entrare nel cuore del mistero dell’uomo; che nel malato, nell’handicappato, nel bambino e nell’anziano, nell’adolescente e nel giovane, nell’adulto e in ogni persona, brilla l’immagine di Dio. Ma, soprattutto, dovete gridare al mondo che la vita è un dono delicato, degno di rispetto assoluto: che Dio non guarda all’apparenza ma al cuore; che la vita segnata dalla Croce e dalla sofferenza merita ancora più attenzione, cura e tenerezza.”

Siamo agli antipodi dell’interpretazione distorta del Vangelo proposta dall’associazione “Cammini di Speranza”, che scrive nel sito omonimo al capitolo relativo alla propria missione, di opporsi “ad una lettura esclusivista, fondamentalista e decontestualizzata del dettato biblico che contrappone l’unione eterosessuale all’unione omosessuale. Il progetto d’amore di Dio, che riguarda ogni uomo, non può essere compresso in forme statiche e storicamente determinate. I tempi sono maturi per porre, accanto alla famiglia eterosessuale tradizionale, anche il valore, non meno bello e ricco di simbolismo, delle coppie e delle famiglie lgbt”.

E’ utile ricordare, al riguardo, alcuni brani tratti dalla “Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali” (Epistula de pastorali personarum homosexualium cura) diffusa il 1 ottobre 1986 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede:

L’attività omosessuale non esprime un’unione complementare, capace di trasmettere la vita, e pertanto contraddice la vocazione a un’esistenza vissuta in quella forma di auto-donazione che, secondo il Vangelo, è l’essenza stessa della vita cristiana.”

Quando respinge le dottrine erronee riguardanti l’omosessualità, la Chiesa non limita ma piuttosto difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo realistico e autentico.”

Questa Congregazione (per la Dottrina della Fede, ndr) incoraggia pertanto i Vescovi a promuovere, nella loro diocesi, una pastorale verso le persone omosessuali in pieno accordo con l’insegnamento della Chiesa. Nessun programma pastorale autentico potrà includere organizzazioni, nelle quali persone omosessuali si associno tra loro, senza che sia chiaramente stabilito che l’attività omosessuale è immorale.”

In definitiva questa iniziativa, più che un tavolo di dialogo, appare a tutti gli effetti una capitolazione alla mentalità del mondo, in opposizione a Cristo e al Vangelo, e perciò senza salvezza e senza speranza.

A questa amara constatazione si aggiunge l’aggravante di svolgersi in uno dei santuari italiani più amati e rappresentativi del mondo cattolico italiano.

Per tale ragione, insieme ad altri tre amici, predisponiamo una lettera indirizzata al Vescovo della diocesi di Cremona, al Rettore del Santuario e al Presidente del Consultorio “Punto famiglia”, per invitarli a rivedere la scelta di concedere luoghi sacri, come il Santuario di Caravaggio e gli ambienti ad esso collegati, ad una simile iniziativa che, più che un tavolo di dialogo appare a tutti gli effetti una capitolazione alla mentalità del mondo, in opposizione a Cristo e al Vangelo, e perciò senza salvezza e senza speranza.

Contemporaneamente ci documentiamo sull’associazione “Cammini di speranza”, consultando il proprio sito internet e la relativa pagina facebook.

Emerge subito con chiarezza il rifiuto del Magistero della Chiesa in merito alla pastorale delle persone omosessuali e la volontà di modificare il Catechismo della Chiesa Cattolica in merito, legittimando i matrimoni omosessuali e le adozioni gay attraverso la pratica dell’utero in affitto.

Riportiamo due passaggi esemplificativi tratti dal sito:

Cammini di Speranza si oppone ad una lettura esclusivista, fondamentalista e decontestualizzata del dettato biblico che contrappone l’unione eterosessuale all’unione omosessuale. Il progetto d’amore di Dio, che riguarda ogni uomo, non può essere compresso in forme statiche e storicamente determinate. […]

I tempi sono maturi per porre, accanto alla famiglia eterosessuale tradizionale, anche il valore, non meno bello e ricco di simbolismo, delle coppie e delle famiglie lgbt. […]

Lavoreremo e ci impegneremo per rinnovare insieme gli orientamenti pastorali nei confronti degli affetti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali affinché si comprenda quanto di buono essi esprimano e quanto il loro amore possa essere esempio di solidità e generosità per tutti. Sogniamo chiese che sappiano includere le coppie lgbt, abbracciarle e guidarle, affrancandosi dalle battaglie ideologiche, forte della consapevolezza che l’amore di Cristo è per tutti e per tutti è fonte di vita in abbondanza.

Nella sezione “RELIGO” del sito vengono ripercorse le tappe che hanno condotto alla formazione dell’associazionismo cattolico LGBT, inframmezzate da numerose testimonianze di persone omosessuali.

Vengono citati i documenti del Magistero che riguardano la cura pastorale delle persone omosessuali, in particolare l’“Homosexualitatis problema” redatto dalla Congregazione della Fede nel 1986, di cui viene riportato il giudizio sugli atti omosessuali come intrinsecamente disordinati.

Questi documenti vengono posti in contrapposizione a diversi atti del pontificato di papa Francesco, a partire dai quali gli autori individuano una legittimazione alle unioni e persino all’adozione omosessuale. Si riferiscono in particolare ad alcune decisioni pastorali, quali la nomina del gesuita americano James Martin a consultore della Segreteria per la comunicazione del Vaticano, a vari pronunciamenti, tra cui l’espressione “Chi sono io per giudicarvi?” rivolto alla comunità omosessuale mondiale, ma soprattutto all’enciclica Amoris Laetitia, nell’interpretazione di Damiano Migliorini (giovane filosofo appartenente alla comunità gay veneta).

A dimostrazione di quanto affermato vengono proposte una serie di testimonianze di coppie omosessuali che hanno acquisito dei figli con la tecnica della gestazione surrogata, meglio definita come “utero in affitto” (si veda ad esempio: Andrea Rubera e Dario de Gregorio responsabili del gruppo lgbt cattolico “Nuova proposta” di Roma).

Si ricorda come nel l’OMS nel 1990 abbia escluso l’omosessualità dalle malattie mentali. Viene quindi categoricamente respinta ogni possibilità di cura dell’omosessualità e demonizzata la terapia del dottor Nicolosi.

Continuamente viene stigmatizzata la transfobia e omofobia.

E’ inevitabile dedurre che considerare l’omosessualità un disordine della sfera sessuale o ritenerla una patologia e, in quanto tale, potenzialmente curabile, possa essere ascritto ad atteggiamento omofobico.

Otto giorni prima del convegno siamo convocati dal vescovo di Cremona Mons. Antonio Napolioni.

Una delegazione degli organizzatori gli consegna personalmente la lettera con 1922 firme, raccolte grazie alla collaborazione con l’associazione “SOS Ragazzi”. All’incontro è presente anche don Antonio Facchinetti, responsabile per la diocesi del catecumeno degli adulti e del diaconato.

Nessuna delle richieste dei fedeli, da subito ribattezzati “integralisti” dalla stampa progressista, viene presa in considerazione.

Per tali motivi, viene organizzato un Rosario a Caravaggio nello stesso giorno del convegno, primariamente come atto di omaggio alla Beata Vergine Maria e secondariamente come gesto di riparazione al convegno lgbt, che ha scelto questo luogo sacro come sfondo alla propria negoziazione sul Magistero della Chiesa cattolica.

Partecipano circa 60 persone, mentre le adesioni alla lettera aperta sono diventate 2600. La preghiera si svolge nella massima compostezza e raccoglimento.

Insieme ai misteri del rosario viene ripercorsa in cinque tappe la storia delle apparizioni della Madonna a Caravaggio ed è significativo leggere queste parole rivolte dalla Beata Vergine Maria a Giannetta il 26 maggio 1432: “L’altissimo onnipotente mio Figlio intendeva annientare questa terra a causa dell’iniquità degli uomini, perché essi fanno ciò che è male ogni giorno di più, e cadono di peccato in peccato.

Ma io per sette anni ho implorato dal mio Figlio misericordia per le loro colpe.

Perciò voglio che tu dica a tutti e a ciascuno che digiunino a pane ed acqua ogni venerdì in onore del mio Figlio, e che, dopo il vespro, per devozione a me festeggino ogni sabato.”

Qualche giorno dopo, il Corriere di Bergamo pubblica un articolo di Pietro Tosca intitolato “I gay cattolici traslocheranno. La scelta della Curia dopo la protesta al Santuario”. Il trafiletto cita: “Tradizionalisti, Forza Nuova e polizia: lettera di disagio dei sacerdoti al vescovo di Cremona. Difficilmente l’incontro si terrà ancora a Caravaggio nel 2019”.

 

Wanda Massa, 21 dicembre 2018

fonte twelveshields.org

Nella chiesa consacrata di San Gennaro all'Olmo di proprietà della Diocesi di Napoli, il 31 ottobre 2018 è stato celebrato il demònio da una banda di giovani dementi blasfemi, evidentemente formatisi nelle parrocchie dei "don Chichì" conciliari, secondo le logiche del mondo e del suo principe. Il primo di novembre, anzichè essere ricordato e festeggiato come festa di precetto di Ognissanti, viene purtroppo festeggiato da oltre due decenni anche in Italia da un crescente numero di persone (in prevalenza ragazzi e giovani famiglie con bambini) come festa di Halloween, la festa del diavolo e delle zucche vuote. Nella notte tra 31 ottobre e 1 novembre, è ormai consuetudine partecipare alla mostruosa festa anglosassone, pagana e satanica; quello che ancora non era consuetudine era celebrare pubblicamente tale rito blasfemo in una chiesa cattolica. A infrangere questo "tabù" ci ha pensato la discussa Diocesi di Napoli del cardinale Crescenzio Sepe. Durante la cosiddetta notte di Halloween, prediletta dai satanisti per organizzare messe nere, orge e sacrifici umani, un branco di "normalissimi ragazzi di oggi" ha organizzato una serata blasfema in una chiesa cattolica, in cui viene normalmente celebrata l'Eucarestia, con musica "a palla", somministrazione di alcolici, dj, balli sfrenati, fumo, maschere da diavoli, celebrazioni di impiccagioni sacrileghe. Durante questo drammatico e scandaloso evento alcune ragazze vestite, o meglio svestite, in modo provocante si sedevano su altari del Cinquecento, altri giovani si dimenavano a ritmo di musica da discoteca tra opere d'arte sacra e statue di santi, mentre altri si sbaciucchiavano e si strusciavano. Tutto questo ricorda quanto accadeva nella profetica, folle e deludente pellicola del 1985 "Joan Lui" del megalomane e sacrilego Adriano Celentano, in cui una chiesa ormai denominata "il tempio" e in pratica divenuta una discoteca, i giovani si dimenavano in sfrenati balli con suore vestite da seducenti odalische tra eroina e libidine, una tragica e allora solo ipotetica evoluzione della Rivoluzione del Sessantotto. In effetti tutto sembra oggi purtroppo quadrare in tutti i dettagli considerando il fatto che Francesco sta adesso operando la svendita, oltre che della Chiesa al mondo e ai regimi comunisti, e degli edifici sacri al mercato immobiliare, anche degli ordini religiosi con la nuova guerra alle monache di clausura. Quello che dovrebbe destare maggiore sconcerto e indignazione, non è tanto il fatto che questi giovani senza pastore, come un branco di caproni, si adoperino in tutto questo (cosa ci sarebbe da aspettarsi?), piuttosto fa riflettere il fatto che i presbiteri e le gerarchie ecclesiastiche postconciliari, oltre a non trasmettere più la fede cattolica, non si preoccupino più di nulla e sembrino promuovere la distruzione della Chiesa Cattolica a tutti i livelli.

 

Filippo Bianchi, 2 dicembre 2018

Utilizzo del Vangelo e di Giovanni XXIII per motivazioni politiche

La Diocesi di Bergamo porta avanti costanti battaglie politiche contro il politico e neoministro Matteo Salvini e la Lega attraverso il settimanale online diocesano Santalessandro.org, una costante strumentalizzazione del Vangelo per motivazioni politiche che viene anche perpetrata in molte parrocchie, nelle associazioni e attraverso i social networks. Ne "l'Affondo", Mons. Alberto Carrara intima ai bergamaschi di non votare Lega attraverso l'utilizzo della figura e dei resti mortali del pontefice bergamasco Giovanni XXIII, sentenziando che per chi vota Lega "non è possibile pregare e toccare la teca di Papa Giovanni": http://www.santalessandro.org/2018/05/papa-giovanni-salvini-mattarella/.  Nel seguente articolo è invece Daniele Rocchetti, presidente delle Acli di Bergamo, che sentenzia sui cattolici leghisti: http://www.santalessandro.org/2018/09/i-cattolici-e-le-sirene-di-matteo-salvini/. Per onor di cronaca Rocchetti, per le sue posizioni di sinistra, è anche ultimamente stato elogiato dal "comunista col rolex" e "camicia rossa" Gad Lerner, ospite d'onore a Bergamo a Molte Fedi nel settembre scorso per fare, in sostanza, propaganda a favore del multiculturalismo. Le parole chiave di Lerner durante questo incontro sarebbero state disuguaglianza, lotta di classe, disparità, volto nero, come al solito banalizzando temi molto complessi e alimentando gli argomenti farlocchi che sono l'unico combustibile di questa sinistra allo sbando. La lotta di classe, materialistica battaglia non cristiana che avrebbe la vana pretesa di portare il Paradiso nel mondo, a questo giro verrebbe portata avanti solo per i poveri extracomunitari, dei quali si incentivano gli arrivi clandestini a costo di migliaia di vite tragicamente stroncate nel Mediterraneo, per interessi economici particolari. Tuttavia questi ricconi della sinistra non si sono più interessati dei cinque milioni di italiani poveri. La Caritas di Bergamo, che coincide con la diocesi, avrebbe ricevuto nel 2016 circa 30 milioni di euro dallo Stato (sono fondi aggiuntivi a quelli dell'otto per mille), partecipando a bandi pubblici in concorrenza con i soggetti privati, per l'accoglienza dei cosiddetti "richiedenti asilo", è la prima in classifica tra tutte le diocesi.

Non sarebbe invece il caso che questa diocesi che si professa "cattolica" pubblicasse qualche articolo sul PD, sulla Boldrini e sulla Bonino per difendere il diritto alla Vita che loro vogliono negare? Oppure contro i matrimoni sodomitici e l'utero in affitto che questi promuovono? Troppo scomodo condannare aborto, eutanasia e la pratica della sodomia? Oppure tutto questo è approvato e promosso dalla Diocesi di Bergamo? Salvini invece è da condannare perché fa arrivare meno quattrini alle diocesi chiudendo i rubinetti degli sbarchi? Grazie alle nuove politiche migliaia di ragazzi non sono morti e non moriranno in mare, ma questo non interessa. Il problema è forse che adesso qualcuno delle migliaia di persone stipendiate tra diocesi e indotto dovrà trovarsi un lavoro?

Rocchetti combatte la Lega, promuove l'ecumenismo e divulga materiale informativo all'interno delle sedi Acli (nelle quali sono esposte le bandiere arcobaleno LGBT e locandine con logo ANPI) a favore dei partigiani e sull'allarme razzismo (che non c'è). Nei suoi articoli ha anche scritto, come sosteneva il rosso don Milani, che sarebbe meglio togliere i crocifissi dalle scuole, inoltre è molto attivo nell'organizzare convegni e presentazioni di libri in favore dei partigiani nelle sedi Acli.

I cattocomunisti di Bergamo sono ben organizzati e dedicano anche serate agli oltre 100 circoli di R-Esistenza di Molte Fedi con l'organizzazione di aperitivi e raccolta di contributi, promuovendo l'ecologismo, il multiculturalismo, il "dialogo interreligioso" e l'uniformazione del cattolicesimo al protestantesimo attraverso l'ecumenismo, in perfetto stile gnostico-massonico a braccetto con il potere.

Il motto diocesano sta diventando "dagli allo zelante e al conservatore!"; a nche Grillo e i Cinque Stelle sono stati criticati, gli unici che non vengono criticati ma esaltati sono infatti i comunisti, gli abortisti e i sodomiti. Sono poi innumerevoli le iniziative nella diocesi, gli articoli parrocchiali e diocesani a sostegno di personaggi come il rosso, inverito e pedofilo (solo in interiore homine?) don Milani, del comunista don Dossetti, del partigiano don Mazzolari, dell'eresiarca Lutero, della manifestazione sodomitica denominata Gay Pride e chi più ne ha più ne metta. Vengono anche organizzati nelle parrocchie degli incontri per orientare adulti e soprattutto giovani al voto, anche con dei veri e propri corsi parrocchiali in cui preti comunisti e partigiani come relatori indottrinano i fedeli deformando le menti a sinistra, attraverso la strumentalizzazione del Vangelo.

Strumentalizzazione del Cristo pro gerarchia efebofila

In un articolo su Santalessandro.org, è don Alberto Varinelli ad attaccare l'arcivescovo di Ulpiana e Nunzio Apostolico Mons. Carlo Maria Viganò, colui che ha il merito di aver denunciato gli abusi e la pratica della sodomia che rigardano le gerarchie ecclesiastiche, grazie al quale vengono finalmente presi alcuni provvedimenti, adesso obbligati. In una vignetta si strumentalizza il Cristo in stile Charlie Hebdo, accostando Mons. Viganò a Giuda per diffamare, giudicare e condannare quel fratello, che per amore della Chiesa e della Verità, ha scomodamente e responsabilmente denunciato gli abusi perpetrati dal sodomita efebofilo cardinale Thodore McCarrick, colpevole quest'ultimo anche e soprattutto di non essersi mai spontaneamente fatto da parte. Sul volto di Gesù vengono anche offensivamente riportati dei segni di rossetto che raffigurano un avvenuto bacio, infatti Giuda essendo un uomo non dovrebbe mettere il rossetto, ogni occasione è buona per strizzare l'occhio agli invertiti anche a costo della blasfemia e degli oltraggi (http://www.santalessandro.org/2018/09/falsita-ecclesiastiche-lutilizzo-di-un-dramma-nella-chiesa-per-finalita-personali/), ma forse per loro fare questo è purtroppo un'occasione per cogliere due piccioni con una fava.

Perché in questo articolo si parla di pedofilia? Il tema è infatti quello della sodomia e della efebofilia, non sono stati violentati dei bambini o delle bambine ma piuttosto sono stati sodomizzati molti uomini adulti, tutte persone di sesso maschile, tra i quali molti preti, seminaristi e giovani consenzienti o plagiati. Il tema non è da confondere con la pedofilia, non è rispettoso per tutti quei bambini abusati, anche da sacerdoti, essere in questo caso strumentalizzati per occultare tali perverse pratiche al fine di difendere la lobby sodomitica presente nelle gerarchie ecclesiastiche.

Anche altri articoli sono stati pubblicati sullo stesso sito web per screditare l'arcivescovo Viganò, per fortuna queste volte senza tirare in ballo Gesù nelle vignette. Con il nuovo pontificato questi pseudo-cattolici hanno iniziato a farsi da soli le vignette blasfeme, come si è anche visto con i dissacranti fumetti del rosso e (cosiddetto) ateo Staino, pubblicati sul gornale dei vescovi italiani Avvenire, quotidiano che un tempo era cattolico. Che innovazione! Una vera genialata che ha mandato su tutte le furie una valanga di cattolici! Proprio un vero peccato che Staino abbia dovuto dare le dimissioni da quante proteste arrivavano in redazione... Comunque anche se è stato allontanato Staino, Avvenire non lo compreremo mai più, stiano pure tranquilli, tanto valeva tenersi il loro dissacrante idolo ateo e la sua oltraggiante matita.

Perché non vengono fatti degli articoli sul cardinale sodomita McCarrick? Costui ha anche celebrato delle funzioni dopo aver partecipato a delle orge con gli altri presbiteri impartendo l'assoluzione ai complici in atti turpi. Perché non si parla del suo ex concubino e attuale vescovo Kevin Farrell? Perché non vengono scritti articoli sul vescovo sodomita bresciano, attuale presidente dello IOR, Mons. Battista Ricca? Perché non si parla del ricco fratacchione padre Antonio Zanotti che a Bergamo ha sodomizzato i giovani africani ospitati nelle sue strutture d'accoglienza?

E invece no, più comodo, per la lobby sodomitica, attaccare gli zelanti e coloro i quali denunciano comportamenti immorali e perversi, ma il nubifrocio universale purtroppo è solo all'inizio!

Domenica 30 settembre 2018 mi è capitato di partecipare alla Santa Messa presso la Basilica della Madonna dei Campi e resistere sorbendomi tutta l'omelia, nonostante la forte tentazione di intervenire oppure di alzarmi e andarmene. Oltre ad ascoltare le solite teorie non cattoliche che mettono tutte le religioni sullo stesso piano e che vorrebbero censurare il Giudizio facendo di fatto passare tutto come relativo e ingiudicabile, ho anche dovuto assistere, durante questa predica, al tentativo di associare il demònio a Mons. Carlo Maria Viganò. Anche quando ho chiesto a questo sacerdote spiegazioni dopo la funzione, egli mi ha confermato, facendosi scudo del suo rolex e cercando di tagliar corto, che tali affermazioni erano riferite all'arcivescovo Viganò.

Non ritengo sia corretto predicare, e senza contradditorio, che dietro l'arcivescovo Viganò ci sia il demònio, né nei confronti della sua persona, né nei confronti delle anime che partecipano alla S. Messa che così vengono ingannate e manipolate. É poi gra vissimo e intollerabile il fatto che queste manipolazioni avvengano durante la celebrazione dell'Eucarestia, che viene così lesa, strumentalizzata, offesa e svuotata. Non sarebbe invece opportuno accostare il demònio a quei presbiteri, vescovi e cardinali sodomiti ed efebofili? Questi non scandalizzano? L'omoeresia che circola nella Chiesa, promossa da Francesco attraverso il gesuita James Martin e attraverso l'illegittimo primato della prassi, sta procedendo con l'apparente legittimazione della sodomia praticata dai laici in modo da pervertire la dottrina e da rendere fittiziamente meno gravi i comportamenti dei presbiteri sodomiti.
Non si può servire Dio e mammona allo stesso tempo! O si è cattolici o si è del mondo! Chi divide non è chi dice la verità suffragata da prove documentali ma chi la ha taciuta, chi propaga eresie e chi calunnia il prossimo invece di argomentare delle risposte. Tutti noi siamo chiamati a rendere servizio alla Verità per non divenire complici della menzogna, per questo siamo tenuti anche ad ammonire responsabilmente i nostri fratelli e anche Pietro, uomo e Servo dei Servi di Dio.

 

Filippo Bianchi, 18 novembre 2018

Da Firenze parte la beatificazione del porco eresiarca Lutero

Cari amici,

segnalo di aver purtroppo ricevuto una newsletter in merito alla giornata su Lutero in programma il 27 ottobre 2018 presso la Certosa di Firenze.
Ormai preti, uffici diocesani e vescovi ne stanno studiando di tutti i colori per confondere le anime e gradualmente propagare eresie sottraendo contestualmente tempo e risorse all'evangelizzazione.
Nella newsletter di propaganda si parla di divisione, dialogo ed ecumenismo, ma è bene precisare che la divisione dei cristiani e dell'Europa è stata causata dall'eretico Lutero e strumentalizzata per motivazioni politiche. Inoltre il dialogo e l'ecumenismo continui hanno palesemente l'unico effetto, oltre che la cripto-finalità, di svuotare il cattolicesimo per uniformarlo alla falsa religione della Rivoluzione Protestante.
Lutero era un frate agostiniano che ha rinnegato i propri voti per fare di una suora la sua concubina, inoltre era un ubriacone e un violento. Questo impostore ha causato danni gravissimi alle anime di coloro che lo hanno seguito e adesso si appresta a farne anche di maggiori, è possibile che si possa continuare in silenzio ad assistere alla graduale beatificazione di un eretico?
Ricordiamo cosa ebbe a dire Lutero in merito al papa: "Bisognerebbe arrestare il papa, i cardinali e tutta la plebaglia che lo idolatra e santifica, arrestarli come bestemmiatori e inchiodarli tutti in fila alla forca".
E' ormai evidente che è venuta meno anche pubblicamente l'integrità della fede cattolica non solo di molti presbiteri, ma anche di vescovi, cardinali e istituzioni "cattoliche", nel perverso e pervertitore tentativo di compiacere il mondo e celebrare sé stessi.
Bisogna evangelizzare altro che dialogare! Perché in queste occasioni non viene spiegato a questi signori che il matrimonio è un sacramento? Che durante la Santa Messa assistiamo alla transubstanziazione? Perché non parlano ai protestanti dei Santi, della Gran Madre di Dio Maria Santissima e della Confessione!? Altro che dialogo!
L'eretico che viene celebrato nelle diocesi "cattoliche" e nei monasteri "cattolici" sosteneva quanto segue: "Pertanto, come già scrissi più volte, dico di nuovo: verso i contadini testardi, caparbi, e accecati, che non vogliono sentir ragione, nessuno abbia un po’ di compassione, ma percuota, ferisca, sgozzi, uccida come fossero cani arrabbiati...” (Martin Lutero, Scritti politici, Utet, Torino 1978).
Di seguito riporto un link dove si può anche leggere la testimonianza della Beata Suor Serafina Micheli sul Porcus Saxoniae: http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2468/90/lang,it/
Siamo chiamati a non lasciarci minimamente infinocchiare da questi continui e "autorevoli" tentativi di cambiare la dottrina attraverso l'esaltazione di ciò che unirebbe e la censura del Magistero immutabile della Chiesa! Dobbiamo conservare il tesoro della Fede e avere la coerenza e il coraggio di non tradire la Verità ma affermarla pubblicamente! 
Tutti quanti noi nel nostro piccolo siamo chiamati a essere controcorrente, se non fossimo controcorrente rispetto alle logiche del mondo allora non saremmo cattolici!
Fa veramente soffrire il fatto che la nostra amata Certosa, dopo essere stata svuotata in altre epoche delle opere d'arte sacra e degli strumenti di culto, adesso sia addirittura svuotata della propria funzione per celebrare la figura di un eretico e confondere le anime.
Auspico che qualcuno voglia inviare delle comunicazioni di protesta alla diocesi tramite posta, mail o pec (firenze@pec.diocesifirenze.it) o assistere criticamente a questo evento se ne ha la possibilità, che Dio ve ne renda merito!

 

Filippo Bianchi, 5 novembre 2018

fonte Controrivoluzione

 

Nel mondo o del mondo?

La Basilica di San Miniato al Monte, capolavoro dell'architettura romanica fiorentina, ha recentemente cessato di essere solo un luogo di culto per divenire un luogo mondano.
Questa basilica ha sempre suscitato interesse, non solo per essere un meraviglioso luogo sacro in cui poter pregare e partecipare alle funzioni religiose, ma anche per la sua bellezza e il suo fascino storico e architettonico. Tuttavia è ultimamente in voga per motivazioni diverse da quella che è la sua propria natura ma per istallazioni di arte contemporanea inconciliabili, inaccostabili allo stile classico, e deturpanti come si può notare dalle immagini.
Sull'esterno della basilica, spesso utilizzato per sfilate di moda, sono stati installati degli arbusti di differenti tipologie, che rappresentano "il giardino del mondo" e offuscano la facciata creando un effetto "orto botanico" in perfetta sintonia con la nuova moda del Naturalismo e dell'Ambientalismo, anticipo della nuova religione gnostica globale.
Troviamo anche una scultura, costituita da un libro scolpito nel marmo, installata su un piedistallo metallico arrugginito, che evidentemente non rappresenta il Testo Sacro poiché riporta la citazione del poeta Mario Luzi "non chiuderti però" della poesia "Bellezza", come a voler strumentalizzare nel contesto attuale sia il sacro che il profano, il bello e il brutto, l'antico e il nuovo per comunicare che bisogna cambiare, aprirsi e "costruire ponti".
Entrando nella basilica si notano tre installazioni, una conca metallica al centro della chiesa che funge da riflettore di luce, una nuova acquasantiera con quattro piedistalli irregolari, inadeguata per forma e fattura, e inopportuna poiché sono già presenti le acquasantiere originali, infine uno scaleo che diagonalmente svetta dietro la meravigliosa Cappella del Crocefisso come a voler artifiziosamente distrarre le anime dal Cristo. Purtroppo non si trattava di lavori in corso come credevo entrando in chiesa ma di un esperimento di trasformazione di un luogo di culto in una specie di museo d'arte contemporanea.
Il giovane frate benedettino P. Bernardo Francesco Gianni opera in perfetta sintonia con l'élite radical chic cattocomunista fiorentina stuprando anche i luoghi sacri se serve ad attirare folla e compiacere il mondo, lo si vede anche contornato da Lotti, Nardella e compagnia come lui stesso ostenta sui social. 
Inoltre in questa basilica ha anche avuto l'onore di poter celebrare le nozze "il compagno di merende" di Renzi, Carrai, sebbene non sarebbe possibile celebrare matrimoni presso la Basilica di San Miniato poiché disturberebbero la quiete dei monaci (così viene detto dai monaci a chi chiede di potersi sposare lì). Purtroppo più che un monastero quieto è divenuto un luogo ludico-teatrale come si può facilmente evincere dalle immagini, in cui solo quelli della cricca possono accedere al sacramento del matrimonio.

 

Filippo Bianchi, 4 novembre 2018 

fonte Soldati del Re

Nuove tendenze clerical chic

Se trasformiamo il nostro pianto in riso possiamo smascherare ed esorcizzare questa dissacrante fiera del ridicolo!

L'antichissimo saio ruvido di san Francesco indossato dai Frati Francescani dell'Immacolata, simbolo di penitenza e castità, è stato considerato démodé.
I benedettini olivetani della Basilica di San Miniato al Monte di Firenze, per non correre rischi di commissariamento, si sono subito adeguati alla nuova tendenza bergogliana "LGBT Clerical Chic" come si può notare dalla "mitra" orgogliosamente sfoggiata dall'abate. Non ditelo a Ravasi, se lo vede magari la prossima volta potrebbe portarlo con sé alla sfilata di moda al Metropolitan Museum assieme alle zoccole scosciate vestite da papesse..

Se trasformiamo il nostro pianto in riso possiamo smascherare ed esorcizzare questa dissacrante fiera del ridicolo!

 

Filippo Bianchi, 4 novembre 2018

fonte Soldati del Re